venerdì 24 aprile 2026

A PROPOSITO DEI CERVI BIANCHI

24 aprile 2026

Leggo sempre Lo Hobbit annotato perché è una fonte preziosa di informazioni e di enigmi svelati; inoltre i bambini, che amano particolarmente ascoltare, amano molto di più “entrare” nel racconto: entrare nel vivo della storia significa possederla fino in fondo, farne parte, ma questo fondo si intravvede soltanto e ciò che è svelato non basta ancora. 

Sono arrivata all'ottavo capitolo: non ricordavo il particolare della barca e del passaggio dei cervi bianchi sul sentiero (sulle note ho letto che nella tradizione celtica gli incontri con gli animali bianchi, soprattutto i cervi bianchi, preannunciano generalmente quello con creature che provengono dall'Altro Mondo, Faërie.

Il significato della caccia e dei cervi bianchi dovrebbe essere interpretato nel senso che Bilbo e i nani si stavano avvicinando alle abitazioni degli Elfi,  che vivevano sul limite orientale della foresta). 

Così mi sono venute in mente due considerazioni: 

la prima riguarda un film che ho visto: è la storia di due persone che non si conoscono e che fanno lo stesso sogno, che cambia ogni notte, su due cervi, due solitudini che si incontrano. Il titolo del film è Corpo e anima (il titolo ungherese è Testrõl és lélekrõl ) un film del 2017 diretto dalla regista ungherese Ildikó Enyedi.

La seconda considerazione è questa: Bilbo si arrampica su quello che tutti pensano essere l’albero più alto, finalmente respira, sente il vento che lo accarezza, vede centinaia di farfalle, ma ovunque guardi non riesce a scorgere la fine degli alberi. Torna giù dai suoi amici davvero sconfortato. E con lui, i nani che si sentono profondamente scoraggiati e persi. 

Così come l'incontro con i cervi bianchi, anche questa volta non sa che in realtà non è molto lontano dal limitare della foresta. 

A volte viviamo situazioni che ci sembrano completamente spiacevoli e scoraggianti; siamo impantanati e non riusciamo a procedere. Forse uno sguardo diverso ci aiuterebbe a cogliere fino in fondo il significato di quello che stiamo vivendo e a vedere, come Sam nel Signore degli Anelli, che “ al di là  di essa (l’Ombra) vi erano eterna luce e splendida bellezza.” 

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