venerdì 17 aprile 2026

RILETTURE E SCELTE

Venerdì 17 aprile

 Il secondo capitolo è quello dei troll: è piaciuto moltissimo agli alunni per cui ho deciso di operare pochissimi tagli. 

Nel frattempo il lavoro in classe continua, stiamo preparando i disegni per addobbare il nostro palco.




La mappa

Il giorno dopo Bilbo si alzò stanco: uno strano silenzio regnava nella sua casa vuota. Nella sala da pranzo  c’era un disordine spaventoso, segno che la riunione della notte precedente era stata reale! Ma si sentiva sollevato perché finalmente aveva ripreso possesso della sua casa. Eppure dentro di sé provava una certa delusione… 

Fuori il sole splendeva e, mentre si accingeva a rigovernare la sala da pranzo, sentì una voce: “Vecchio mio, ma quando ti decidi a venire?” se tu avessi spolverato la mensola, avresti trovato questo (e gli diede un biglietto )

Era Gandalf. 

Questo è quanto lesse lo Hobbit: “Da Thorin e compagnia a Bilbo: salve, ti ringraziamo per l’ospitalità e la gratitudine. Questi sono i nostri patti: pagamento in contanti alla consegna, tutte le spese di viaggio assicurate e spese funebri a carico nostro (se se ne presenterà l’occasione!) Ci vediamo alla Locanda del Drago Verde alle 11:00 a Lungacque.

“Hai solo 10 minuti, dovrai correre…”

“Ma…”

“Sbrigati”…

E così, senza cappello, bastone, denaro, senza sparecchiare(!) era già fuori casa e, ancora ansimando, arrivò a Lungacque dove lo accolse Balin che stava sulla porta della locanda. 

E quando tutti furono riuniti e Bilbo ancora si lamentava del fatto che non aveva con sé il fazzoletto, si misero in viaggio in un bel mattino di fine aprile su pony sovraccarichi; Bilbo indossava un cappuccio verde scuro (invero troppo grande per lui) e un mantello verde scuro prestatogli da Dwalin.

Poco dopo arrivò Gandalf su un magnifico cavallo bianco e, per la gioia di Bilbo, portava molti fazzoletti, la pipa, e il tabacco. E così la compagnia andò avanti allegramente fino ad inoltrarsi nelle Terre Solitarie dove non c’erano più abitanti e locande e le strade andavano costantemente peggiorando. Poco lontano, davanti a loro, si vedevano tetre colline, dove si levavano vecchi castelli dall’aspetto sinistro, come se fossero stati costruiti da gente malvagia. 

“E pensare che a momenti è giugno“ pensò Bilbo; l’ora del tè era passata da un pezzo, pioveva a dirotto, il mantello era pieno d’acqua e il pony era stanco. 

“Quanto vorrei essere nella mia bella casa accanto al fuoco…” 

I nani continuavano ad avanzare, il buio era calato mentre scendevano in una profonda valle sul cui fondo scorreva un fiume; fortunatamente la strada passava sopra un antico ponte di pietra e dopo un po’ arrivarono dall’altra parte. Fu proprio in quel momento che si accorsero che Gandalf non c’era, era sparito!

“Proprio quando uno stregone ci sarebbe stato più utile che mai!” borbottarono Dori e Nori.

Decisero di accamparsi dov’erano, spostandosi sotto gli alberi per via della pioggia; non riuscivano nemmeno ad accendere il fuoco, nonostante l’abilità di Oin e Gloin; ad un certo punto un pony si spaventò e si imbizzarrì correndo fin verso al fiume; riuscirono a riprenderlo, ma tutto il bagaglio era andato perso (erano soprattutto cibarie). 

Sedevano tutti lì, abbattuti e bagnati, quando Balin, la loro vedetta, disse: “C’è una luce laggiù!” 

Dopo una serie di considerazioni, e dopo essersi avvicinati con molta cautela, decisero di mandare Bilbo, il loro scassinatore, in direzione della luce.

E Bilbo dovette andare, senza nemmeno poter spiegare che non era capace di fare il verso di alcun uccello. Fortunatamente gli Hobbit si muovono molto silenziosamente nei boschi… 

Questo è ciò che vide: tre individui grandi e grossi stavano seduti attorno ad un grande fuoco cuocendo un montone! C’era nell’aria un profumino appetitoso…

Ma erano troll, senza possibilità di errore! parlavano tra di loro bisticciando: “ Sempre montone, mai un pezzetto di carne di uomo” si lamentava Berto.

“ Ma come gli è venuto in mente a Guglielmo di portarci qui?” si lamentò Maso.

“Chiudi il becco -replicò Guglielmo- cosa credi, che la gente passa di qua solo per farsi mangiare?

 e con un morso staccò un bel pezzo di carne di montone e si pulì la bocca.

Bilbo, ben nascosto stava pensando che un bravo scassinatore avrebbe sicuramente svuotato le tasche dei troll, portato via il montone dallo spiedo e fatto sparire la birra per passare una nottata in allegria.

Ma era agitatissimo e nauseato. Raccolse tutto il suo coraggio e decise di svuotare le tasche dei troll.

E così, strisciando dietro un albero alle spalle di Guglielmo, mise la mano nell’enorme tasca del troll: prese il borsellino che per Bilbo era grande quanto una borsa e…

“E tu chi sei?” disse Guglielmo, mentre afferrava Bilbo per il collo. “ Che mi caschino gli occhi in mano, Berto, guarda che ho beccato!” 

“Ma cosa sei? 

“Uno scass… uno Hobbit!

“Uno scasshobbit?” Dissero quelli; dovete sapere che i troll sono lenti di comprendonio. 

“Ma si può cucinare? Potremmo farci uno spezzatino. Ce ne sono altri nel bosco come te?“ 

“Non c’è nessuno”, disse Bilbo per non tradire i suoi amici.

Ma i troll si erano messi a battibeccare e Bilbo riuscì a nascondersi. Proprio nel mezzo della lotta arrivarono tutti i nani che furono catturati e imprigionati dai troll.

I nani erano imprigionati dentro sacchi, Bilbo era nascosto e la lotta tra i troll era finita. Fu proprio allora che Gandalf tornò e con uno stratagemma fece litigare di nuovo i tre troll. 

L’alba vi prenda tutti e sia di pietra per voi” disse una voce e in quel momento apparve sopra la collina la luce del sole e i tre troll rimasero immobili come rocce

Dovete sapere che i troll devono trovarsi sotto terra prima dell’alba, altrimenti diventano pietra.

Finalmente al sicuro,  Bilbo, i nani e Gandalf iniziarono ad ispezionare la zona sicuri di trovare una caverna o una grotta. 

Eccola! 

C’era una grande quantità di cibo, il bottino di molte rapine, ma soprattutto c’erano delle bellissime spade! Gandalf e Thorin ne presero una per uno e Bilbo afferrò un coltello in una custodia di pelle; erano bellissime lame, con rune incise su di esse. 

E così la compagnia potè ripartire.


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