lunedì 13 aprile 2026

INIZIAMO A RACCONTARE

Lunedì 13 di aprile 2026

LA SFIDA È SINTETIZZARE OGNI CAPITOLO IN MODO CHE SI POSSA CREARE UNA SORTA DI DIALOGO TRA ALUNNI CHE RACCONTANO. 

C'era una volta… Aspetta la storia non può iniziare così. 

E come allora? 

È semplice: In un buco nella terra viveva uno Hobbit.  

In un buco nella terra? Sai quanti vermi e quanto freddo?

No ti sbagli, non era un buco brutto, sudicio e umido, era un buco-Hobbit, con una bellissima porta rotonda come un oblò dipinta di verde; all'interno, nell'ingresso a forma di tubo, si vedevano tappeti, sedie lucidate, attaccapanni.

Non c'erano piani superiori: le stanze da letto, i bagni, le cantine, le dispense (sempre molto fornite) erano tutte sullo stesso piano. 

E questa è la storia di come un Baggins ebbe un'avventura inaspettata...

Un Baggins? 

Certo! Bilbo Baggins, lo Hobbit di cui parliamo! Gli Hobbit sono gente piccola, senza barba, vestono di colori vivaci e non portano scarpe perché i loro piedi hanno piante coriacee ricoperte di peluria.

Bilbo all'epoca aveva circa cinquant'anni e viveva nel suo buco Hobbit passando il suo tempo a mangiare e stare seduto sulla sua panchina a fumare la sua bella pipa.  

Era proprio una di quelle giornate in cui Bilbo sedeva tranquillo sulla sua panchina quando arrivò Gandalf. 

Gandalf! Tutti lo conosciamo... quel giorno aveva il suo bastone (pare che non se ne separasse mai) un cappello alto blu a punta, un lungo mantello grigio e una sciarpa color argento; la sua lunga barba arrivava fin sotto la vita.   

Gandalf era un tipo straordinario: ovunque egli andasse, spuntavano storie e avventure. Era tanto tempo che non metteva piede nella Contea.

"Che cosa vuole questo?" Si chiese sospettoso Bilbo, che non voleva essere disturbato mentre faceva i suoi anelli di fumo.

"Cerco qualcuno con cui condividere un'avventura!" 

“Non voglio alcuna avventura grazie! Però puoi venire a trovarmi e prendere il tè quando vuoi, anche domani” e in un attimo Bilbo si chiuse dentro casa. 

Nel frattempo Gandalf era rimasto fuori e con la punta del bastone tracciava strani segni sul portone dello Hobbit.

Il giorno dopo Bilbo aveva quasi dimenticato Gandalf, quando il campanello della porta cominciò a suonare furiosamente e, uno dopo l’altro, entrarono nella sua casa 13 nani che sembravano certi di essere attesi… 

Erano Dwalin, Balin, Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bofur, Bombur e…

Thorin, un nano dall'aspetto molto importante: era il grande Thorin Scudodiquercia! 

Con loro entrò anche Gandalf.

Dopo le presentazioni i nani vollero mangiare tanto e cantare

"Lontan sui monti fumidi e gelati 

In antri fondi, oscuri e desolati 

Prima che sorga il sole dobbiamo andare 

I pallidi a cercare ori incantati..."

E mentre i nani cantavano, qualcosa dentro Bilbo si mosse e desiderò andare a vedere le grandi montagne e udire le cascate, esplorare grotte e impugnare la spada. 

Guardò fuori dalla finestra, vide le stelle del cielo e, in lontananza, qualcuno che accendeva un fuoco. Bilbo immaginò draghi spaventosi…

Rabbrividì e tornò ad essere il Bilbo di sempre. 

Thorin cominciò a parlare:

 “Miei cari amici, ci siamo riuniti nella casa dell’eccellentissimo e audace Hobbit per discutere i nostri piani. Tra poco inizierà il nostro lungo viaggio e qualcuno potrebbe non fare ritorno…”

Il povero Bilbo, a sentire quelle parole, quasi si sentì male e si mise ad urlare cadendo sul pavimento. I nani lo distesero sul divano del soggiorno e tornarono ai loro affari oscuri. 

Quando si svegliò, percepì alcune parole:

“Siete proprio sicuri che faccia al caso nostro? Sembra quasi di essere entrati nella casa sbagliata se non fosse per il segno sulla porta…”

Il segno sulla porta? chiese Bilbo entrando…

“Certo”, disse uno dei nani, “scassinatore cerca buon lavoro, pieno di emozioni e con ragionevole ricompensa”… “scassinatore oppure esperto cacciatore di tesori, fai tu".

Fu allora che Gandalf tirò fuori una mappa: “ È una pianta della Montagna e c’è un drago rosso segnato sulla Montagna. Ma c’è una cosa che non avete notato- disse Gandalf -ed è la porta segreta, un passaggio alle sale inferiori ed è qui che entra in gioco il nostro scassinatore.

Ma Bilbo non aveva capito e chiese una spiegazione, che sembrava invece quasi scontata per i nani: così Thorin si mise a raccontare.

“Molto tempo fa, vivevamo nella Montagna con tanto oro e tanti gioielli, eravamo rispettati dagli uomini mortali che costruirono lì vicino la città di Conca. Erano bei giorni, ci si aiutava a vicenda, eravamo ricchi e andavamo d’accordo. 

Senza dubbio fu questo ad attirare il drago. 

Ce n’era uno particolarmente avido, chiamato Smaug, che prese possesso della nostra Montagna. Nessuno si salvò, se non mio padre e mio nonno. Da allora ci toccò guadagnarci da vivere come meglio potevamo, spesso costretti ad umiliarci lavorando come maniscalchi o come minatori… 

E ora vogliamo riprenderci il nostro tesoro e vendicarci di Smaug e tu, Bilbo lo scassinatore, dovrai escogitare qualcosa per entrare. 

E ora, prepara la cena!

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